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	<title>Commenti per PARTITO SOCIALISTA - VIAREGGIO</title>
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	<description>VIAREGGIO</description>
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		<title>Commenti su CONTATTI di socialista vero</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-72</link>
		<dc:creator>socialista vero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 11:37:50 +0000</pubDate>
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		<description>Cari Compagni ,che delusione !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Compagni ,che delusione !</p>
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		<title>Commenti su CONTATTI di psviareggio</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-71</link>
		<dc:creator>psviareggio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 17:36:13 +0000</pubDate>
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		<description>LO DEVI CHIEDERE AD ALFREDO LAMBELET, SEGRETARIO PS VIAREGGIO.
Io sono solo colei che gestisce il blog.
dott.ssa Letizia Tassinari</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LO DEVI CHIEDERE AD ALFREDO LAMBELET, SEGRETARIO PS VIAREGGIO.<br />
Io sono solo colei che gestisce il blog.<br />
dott.ssa Letizia Tassinari</p>
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		<title>Commenti su CONTATTI di www.iovotosocialista.it</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-70</link>
		<dc:creator>www.iovotosocialista.it</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 09:46:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-70</guid>
		<description>è possibile inserire i banner (o i link) dei siti www.enricoboselli.com, www.iovotosocialista.it e www.nonsolozapatero.it.
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è possibile inserire i banner (o i link) dei siti <a href="http://www.enricoboselli.com" rel="nofollow">http://www.enricoboselli.com</a>, <a href="http://www.iovotosocialista.it" rel="nofollow">http://www.iovotosocialista.it</a> e <a href="http://www.nonsolozapatero.it" rel="nofollow">http://www.nonsolozapatero.it</a>.<br />
Grazie</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti su CONTATTI di socialista vero</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-69</link>
		<dc:creator>socialista vero</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 12:06:05 +0000</pubDate>
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		<description>FABIO SEI UN GRANDE   W IL SOCIALISMO OGGI IERI E DOMANI !!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>FABIO SEI UN GRANDE   W IL SOCIALISMO OGGI IERI E DOMANI !!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su CONTATTI di Gianarrigo</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-68</link>
		<dc:creator>Gianarrigo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 10:29:00 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; tanto che non mando un saluto ai compagni. Per fortuna c&#039;è Fabio che tiene vivo il Blog, Stiamo verificando il programma con i compagni (?) del PD. Appena pronti cercheremo di verificarlo con tutti voi. Per ora un fraterno saluto. 
Gianarrigo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; tanto che non mando un saluto ai compagni. Per fortuna c&#8217;è Fabio che tiene vivo il Blog, Stiamo verificando il programma con i compagni (?) del PD. Appena pronti cercheremo di verificarlo con tutti voi. Per ora un fraterno saluto.<br />
Gianarrigo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su CONTATTI di Fabio Barbetti</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-67</link>
		<dc:creator>Fabio Barbetti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 21:10:39 +0000</pubDate>
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		<description>Nel 1921 un gruppo di socialisti usciva dal PSI per fondare un nuovo
partito, il partito comunista italiano alla Russa che non esiste in
Europa e esporta la sua ideologia in Europa e nel mondo.

Nel 1921 un gruppo di agrari liberali fonda un partito nuovo il partito
fascista che non esiste in Europa e mette a capo di questo partito un
socialista espulso anni prima dal PSI e esporta la sua ideologia in
Europa e nel mondo.

I due nuovi partiti non hanno portato nulla di buono per l&#039;italia per
l&#039;Europa e per il mondo intero.

Nel 2008 un gruppo di comunisti e democristiani fonda un nuovo partito
il partito democratico all&#039;americana che non esiste in Europa.

Nel 2008 a piazza S. Babila sul predellino di un&#039;auto Berlusconi fonda
un nuovo partito il partito del popolo delle libertà un partito che non
esiste in Europa.

Speriamo che i partiti nuovi del 2008 non siano come i partiti nuovi del
1921.

Noi socialisti eravamo socialisti nel 1892 quando ci battevamo per gli
sfruttati, nel 1915 quando non volevamo la guerra, nel 1921 quando
volevamo il voto per le donne e la giornata di otto ore e eravamo
manganellati e insultati dai partiti nuovi, nel 1923-1943 quando eravamo
in esilio o nei lager e nei gulag, nel 1943-45 quando eravamo in
montagna con la resistenza, nel 1046 quando volevamo la repubblica e la
costituzione e la separazione tra stato e chiesa, nel 1963-76 quando si
facevano le grandi riforme statuto dei lavoratori-diritto di
famiglia-scuola per tutti-servizio sanitario
nazionale-regioni-aborto-divorzio, e ora siamo ancora gli stessi mentre
questi partiti nuovi del 2008 inesistenti in Europa usano i mass media
di cui hanno il monopolio per manganellarci, un pò come nel 1921.

Compagni la nostra storia è una storia limpida e coerente l&#039;unica in
questo nostro anomalo paese, possiamo essere fieri della nostra storia
passata e di quella futura che sarà altrettanto limpida coerente e
socialista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1921 un gruppo di socialisti usciva dal PSI per fondare un nuovo<br />
partito, il partito comunista italiano alla Russa che non esiste in<br />
Europa e esporta la sua ideologia in Europa e nel mondo.</p>
<p>Nel 1921 un gruppo di agrari liberali fonda un partito nuovo il partito<br />
fascista che non esiste in Europa e mette a capo di questo partito un<br />
socialista espulso anni prima dal PSI e esporta la sua ideologia in<br />
Europa e nel mondo.</p>
<p>I due nuovi partiti non hanno portato nulla di buono per l&#8217;italia per<br />
l&#8217;Europa e per il mondo intero.</p>
<p>Nel 2008 un gruppo di comunisti e democristiani fonda un nuovo partito<br />
il partito democratico all&#8217;americana che non esiste in Europa.</p>
<p>Nel 2008 a piazza S. Babila sul predellino di un&#8217;auto Berlusconi fonda<br />
un nuovo partito il partito del popolo delle libertà un partito che non<br />
esiste in Europa.</p>
<p>Speriamo che i partiti nuovi del 2008 non siano come i partiti nuovi del<br />
1921.</p>
<p>Noi socialisti eravamo socialisti nel 1892 quando ci battevamo per gli<br />
sfruttati, nel 1915 quando non volevamo la guerra, nel 1921 quando<br />
volevamo il voto per le donne e la giornata di otto ore e eravamo<br />
manganellati e insultati dai partiti nuovi, nel 1923-1943 quando eravamo<br />
in esilio o nei lager e nei gulag, nel 1943-45 quando eravamo in<br />
montagna con la resistenza, nel 1046 quando volevamo la repubblica e la<br />
costituzione e la separazione tra stato e chiesa, nel 1963-76 quando si<br />
facevano le grandi riforme statuto dei lavoratori-diritto di<br />
famiglia-scuola per tutti-servizio sanitario<br />
nazionale-regioni-aborto-divorzio, e ora siamo ancora gli stessi mentre<br />
questi partiti nuovi del 2008 inesistenti in Europa usano i mass media<br />
di cui hanno il monopolio per manganellarci, un pò come nel 1921.</p>
<p>Compagni la nostra storia è una storia limpida e coerente l&#8217;unica in<br />
questo nostro anomalo paese, possiamo essere fieri della nostra storia<br />
passata e di quella futura che sarà altrettanto limpida coerente e<br />
socialista.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su CONTATTI di fabiobarbetti</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-64</link>
		<dc:creator>fabiobarbetti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 19:34:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-64</guid>
		<description>Il 14 aprile sia la primavera del socialismo europeo in Italia

La Libera Cronaca  non condivide il tentativo in atto di riassumere forze politiche come il Partito Socialista in formazioni che non possono assolutamente accamparne alcun diritto e che sopratutto non hanno nessuna attinenza ideologica con la storia e valori del socialismo. Per principio questo foglio è dalla parte dei più deboli. Dalla Spagna e dalla Francia  è giunta la speranza che il PSE  può continuare ad esistere anche in Italia. Tocca pertanto al Partito Socialista e a quanti hanno a cuore questa formazione il dovere di non fare scomparire l’idea socialista in Italia, soprattutto opponendosi con il voto all’esito a cui mira la strategia del Pd, contando su una legge elettorale molto penalizzante e  con carenze di costituzionalità, riconosciute dalla Consulta con l’indizione del referendum, poi dovuto rinviare per lo scioglimento delle Camere. Concause, scelte del Pd e legge elettorale, che hanno grosse possibilità di riuscirci, ma tutt’altro da condiscendere. L’intento è quello di impedire che siano queste logiche a ghigliottinare il Socialismo in Italia, a  farlo sparire nel gulag di una scelta che tra un mese si vedrà quanto è stata pagante. Va sensibilizzato il fatto che la sparizione del socialismo dal confronto politico italiano conclamerebbe un profondo immiserimento delle idee e determinerebbe un ulteriore percentuale di cittadini che rinuncerebbero di votare.  Non è con la sparizione del socialismo  che ci sarà più libera autonomia decisionale del Pd e del Pdl. I socialisti veri non daranno mai il loro voto nè  a Veltroni  né  a Berlusconi.  Si attesteranno sul voto inutile,  così come viene definito un suffragio espresso fuori del duopolio, o  praticheranno l’assenteismo.  Quest’ultimo scenario  va scongiurato, perché non esiste il voto inutile. Esiste un voto liberamente espresso da cittadini con i medesimi diritti di coloro che voteranno Veltroni e Berlusconi. La Libera Cronaca del giornale che non c’è vuole contrapporsi a questo assunto che tende a scoraggiare i cittadini che nutrono enorme perplessità su leader che non sono nuovi e che finora nulla hanno fatto per impedire il declino dell’Italia, salvo affibbiare la colpa agli altri, rei di aver legato loro le mani e impedito le decisioni. O credere veramente che Rifondazione Comunista di Giordano-Bertinotti, i Socialisti di Boselli o i Comunisti Italiani di Diliberto erano contro politiche a favore dei meno abbienti, oppure pisciarsi addosso dal ridere che questi partiti, che traggono i voti dalle categorie sociali più deboli, arrivati sul seggiolone della governabilità  dell’Italia abbiano legato le mani ed impedito di prendere provvedimenti favorevoli ai Democratici di Sinistra di Fassino-D’Alema-Veltroni, all’Ulivo-Unione di Prodi e Margherite varie di Rutelli.  Solo in televisione si possono ascoltare queste amenità, mentre nella vita di tutti i giorni qualsiasi cittadino italiano che è stato inchiodato al potere d’acquisto di otto anni fa sa che quelle mani erano e sono state ben libere ma incapaci unicamente di provvedere ai bisogni delle famiglie più povere.  Poco più di due mesi addietro si ascoltava il coro inneggiante alla fiducia e a sconfessare le associazioni dei consumatori che contestavano i dati dell’Istat sul carovita. Poi è arrivata l’indagine della Banca d’Italia e  la scoperta dell’acqua calda: il potere d’acquisto per milioni di italiani  era  fermo al livello del 2000. La rivelazione è divenuta emergenza sociale, tanto che la CEI, con il cardinale Bagnasco, ha recentemente esortato  le formazioni politiche a stringere larghe convergenze per alleviare l’impoverimento dei salari, degli stipendi e  delle pensioni. Sia Veltroni che Berlusconi hanno risposto all’istante, mettendo sul tavolo le loro ricette economiche atte a far uscire  tanti nuclei famigliari dalle difficoltà economiche.  Solo che tre mesi fa dovevano essere disattenti. Non si erano accorti sotto il Santo Natale che le tredicesime dei pensionati erano più basse dell’anno prima? Perché martedì sera, a Ballarò,  Gianfranco Fini lo ha sbandierato  sotto il naso professorale del vice segretario del PD, Dario Franceschini,  questa verità? Forse era  troppo impegnato a difendere la sua privacy e  il suo partito dall’annessione del Popolo della Libertà? Non è memoria distante anni luci, ma solo di ieri: “tragicomicamente” solo e soltanto di ieri.   Ma dove sta veramente il voto inutile: dalla parte dei big o dalla parte dei meno big?  È un teorema scoprirlo, anche perché il voto inutile  per gli uni è voto utile per gli altri. A quali credere? Ai big o ai “bigghini” della politica italiana?  Va a finire che Mastella abbia ragione a stare fermo un giro. Anche perché un giro completo non potrebbe essere.  Le vittorie certe e la governabilità potrebbero essere più incerte di quanto dicano i sondaggi. È fuori di dubbio che i partiti devono esistere unicamente se hanno i voti, se l’elettorato riconosce e giustifica la  loro presenza nel  delegare ad essi la rappresentabilità  di valori e  di interessi che si vogliono salvaguardare per un progetto di società migliore. Il Socialismo in Italia è davanti a questa ardua prova. I valori che rappresenta ma che ha  anche tradito con tangentopoli sono più che mai al vaglio dei cittadini italiani.  Lo  vuole scrivere un cittadino che ha lasciato il PSI nell’ottobre del 1991, pochi mesi  prima che scoppiasse  lo scandalo del Pio Albergo Trivurzio di Milano, il là della disfatta socialista, iniziata nel febbraio 1992 con l’arresto del presidente Mario Chiesa, socialista. Tuttavia ho ha sempre conservato nel cuore l’idea di essere socialista, senza andare da nessuna parte. Molti furbetti allora non si vollero accorgere della deriva  a cui Bettino Craxi stava portando il PSI. Non presero le distanze,  aspettando che il leader fosse travolto dalle inchieste giudiziarie e dal lancio delle monetine presso l’Hotel Rafhael. Poi è iniziata la diaspora a destra a manca. Il Partito socialista  riparte da quelle monetine e da coloro che non sono andati  né a destra né a sinistra. Occorre che in questo mese  che separa dalle elezioni i vertici del Partito Socialista sappiano dare all’elettorato italiano la consapevolezza che la lezione morale c’è stata e che non è stata dimenticata, che il socialismo in Italia  riparte dai temi del lavoro, contro la precarietà occupazionale e lo sfruttamento giovanile, a favore di una giustizia certa e con tempi  giusti, governando la politica dei redditi più bassi dalle speculazioni  e dalla pressione fiscale sproporzionata per economie famigliari di questo livello. Il partito socialista, per non sparire, riparte anche da quei cittadini elettori che sono  restati delusi da questi 14-15 anni della Seconda Repubblica, dove l’azione socialista  è restata schiacciata dalle scelte portate avanti dagli ex comunisti e dagli uomini del partito azienda. Serve una differenziazione sostanziale da Veltroni e Berlusconi, serve credibilità di uomini e di programma, serve una risposta di orgoglio per la storia e i valori che il socialismo incarna. Facciamo che il 14 aprile 2008 non sia il funerale del socialismo italiano ma il risveglio di una primavera su cui portare a credere i giovani di oggi e quelli di domani.
La Libera Cronaca del giornale che non c’è. Giuseppe Vezzoni 
Addì 12.3.2008</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 aprile sia la primavera del socialismo europeo in Italia</p>
<p>La Libera Cronaca  non condivide il tentativo in atto di riassumere forze politiche come il Partito Socialista in formazioni che non possono assolutamente accamparne alcun diritto e che sopratutto non hanno nessuna attinenza ideologica con la storia e valori del socialismo. Per principio questo foglio è dalla parte dei più deboli. Dalla Spagna e dalla Francia  è giunta la speranza che il PSE  può continuare ad esistere anche in Italia. Tocca pertanto al Partito Socialista e a quanti hanno a cuore questa formazione il dovere di non fare scomparire l’idea socialista in Italia, soprattutto opponendosi con il voto all’esito a cui mira la strategia del Pd, contando su una legge elettorale molto penalizzante e  con carenze di costituzionalità, riconosciute dalla Consulta con l’indizione del referendum, poi dovuto rinviare per lo scioglimento delle Camere. Concause, scelte del Pd e legge elettorale, che hanno grosse possibilità di riuscirci, ma tutt’altro da condiscendere. L’intento è quello di impedire che siano queste logiche a ghigliottinare il Socialismo in Italia, a  farlo sparire nel gulag di una scelta che tra un mese si vedrà quanto è stata pagante. Va sensibilizzato il fatto che la sparizione del socialismo dal confronto politico italiano conclamerebbe un profondo immiserimento delle idee e determinerebbe un ulteriore percentuale di cittadini che rinuncerebbero di votare.  Non è con la sparizione del socialismo  che ci sarà più libera autonomia decisionale del Pd e del Pdl. I socialisti veri non daranno mai il loro voto nè  a Veltroni  né  a Berlusconi.  Si attesteranno sul voto inutile,  così come viene definito un suffragio espresso fuori del duopolio, o  praticheranno l’assenteismo.  Quest’ultimo scenario  va scongiurato, perché non esiste il voto inutile. Esiste un voto liberamente espresso da cittadini con i medesimi diritti di coloro che voteranno Veltroni e Berlusconi. La Libera Cronaca del giornale che non c’è vuole contrapporsi a questo assunto che tende a scoraggiare i cittadini che nutrono enorme perplessità su leader che non sono nuovi e che finora nulla hanno fatto per impedire il declino dell’Italia, salvo affibbiare la colpa agli altri, rei di aver legato loro le mani e impedito le decisioni. O credere veramente che Rifondazione Comunista di Giordano-Bertinotti, i Socialisti di Boselli o i Comunisti Italiani di Diliberto erano contro politiche a favore dei meno abbienti, oppure pisciarsi addosso dal ridere che questi partiti, che traggono i voti dalle categorie sociali più deboli, arrivati sul seggiolone della governabilità  dell’Italia abbiano legato le mani ed impedito di prendere provvedimenti favorevoli ai Democratici di Sinistra di Fassino-D’Alema-Veltroni, all’Ulivo-Unione di Prodi e Margherite varie di Rutelli.  Solo in televisione si possono ascoltare queste amenità, mentre nella vita di tutti i giorni qualsiasi cittadino italiano che è stato inchiodato al potere d’acquisto di otto anni fa sa che quelle mani erano e sono state ben libere ma incapaci unicamente di provvedere ai bisogni delle famiglie più povere.  Poco più di due mesi addietro si ascoltava il coro inneggiante alla fiducia e a sconfessare le associazioni dei consumatori che contestavano i dati dell’Istat sul carovita. Poi è arrivata l’indagine della Banca d’Italia e  la scoperta dell’acqua calda: il potere d’acquisto per milioni di italiani  era  fermo al livello del 2000. La rivelazione è divenuta emergenza sociale, tanto che la CEI, con il cardinale Bagnasco, ha recentemente esortato  le formazioni politiche a stringere larghe convergenze per alleviare l’impoverimento dei salari, degli stipendi e  delle pensioni. Sia Veltroni che Berlusconi hanno risposto all’istante, mettendo sul tavolo le loro ricette economiche atte a far uscire  tanti nuclei famigliari dalle difficoltà economiche.  Solo che tre mesi fa dovevano essere disattenti. Non si erano accorti sotto il Santo Natale che le tredicesime dei pensionati erano più basse dell’anno prima? Perché martedì sera, a Ballarò,  Gianfranco Fini lo ha sbandierato  sotto il naso professorale del vice segretario del PD, Dario Franceschini,  questa verità? Forse era  troppo impegnato a difendere la sua privacy e  il suo partito dall’annessione del Popolo della Libertà? Non è memoria distante anni luci, ma solo di ieri: “tragicomicamente” solo e soltanto di ieri.   Ma dove sta veramente il voto inutile: dalla parte dei big o dalla parte dei meno big?  È un teorema scoprirlo, anche perché il voto inutile  per gli uni è voto utile per gli altri. A quali credere? Ai big o ai “bigghini” della politica italiana?  Va a finire che Mastella abbia ragione a stare fermo un giro. Anche perché un giro completo non potrebbe essere.  Le vittorie certe e la governabilità potrebbero essere più incerte di quanto dicano i sondaggi. È fuori di dubbio che i partiti devono esistere unicamente se hanno i voti, se l’elettorato riconosce e giustifica la  loro presenza nel  delegare ad essi la rappresentabilità  di valori e  di interessi che si vogliono salvaguardare per un progetto di società migliore. Il Socialismo in Italia è davanti a questa ardua prova. I valori che rappresenta ma che ha  anche tradito con tangentopoli sono più che mai al vaglio dei cittadini italiani.  Lo  vuole scrivere un cittadino che ha lasciato il PSI nell’ottobre del 1991, pochi mesi  prima che scoppiasse  lo scandalo del Pio Albergo Trivurzio di Milano, il là della disfatta socialista, iniziata nel febbraio 1992 con l’arresto del presidente Mario Chiesa, socialista. Tuttavia ho ha sempre conservato nel cuore l’idea di essere socialista, senza andare da nessuna parte. Molti furbetti allora non si vollero accorgere della deriva  a cui Bettino Craxi stava portando il PSI. Non presero le distanze,  aspettando che il leader fosse travolto dalle inchieste giudiziarie e dal lancio delle monetine presso l’Hotel Rafhael. Poi è iniziata la diaspora a destra a manca. Il Partito socialista  riparte da quelle monetine e da coloro che non sono andati  né a destra né a sinistra. Occorre che in questo mese  che separa dalle elezioni i vertici del Partito Socialista sappiano dare all’elettorato italiano la consapevolezza che la lezione morale c’è stata e che non è stata dimenticata, che il socialismo in Italia  riparte dai temi del lavoro, contro la precarietà occupazionale e lo sfruttamento giovanile, a favore di una giustizia certa e con tempi  giusti, governando la politica dei redditi più bassi dalle speculazioni  e dalla pressione fiscale sproporzionata per economie famigliari di questo livello. Il partito socialista, per non sparire, riparte anche da quei cittadini elettori che sono  restati delusi da questi 14-15 anni della Seconda Repubblica, dove l’azione socialista  è restata schiacciata dalle scelte portate avanti dagli ex comunisti e dagli uomini del partito azienda. Serve una differenziazione sostanziale da Veltroni e Berlusconi, serve credibilità di uomini e di programma, serve una risposta di orgoglio per la storia e i valori che il socialismo incarna. Facciamo che il 14 aprile 2008 non sia il funerale del socialismo italiano ma il risveglio di una primavera su cui portare a credere i giovani di oggi e quelli di domani.<br />
La Libera Cronaca del giornale che non c’è. Giuseppe Vezzoni<br />
Addì 12.3.2008</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su CONTATTI di fabiobarbetti</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-63</link>
		<dc:creator>fabiobarbetti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 14:38:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-63</guid>
		<description>Accerchiati, si e&#039; vero. Non ci sono soldi ed i giornali e le televisioni sono tutte per VELTRUSCONI. Ma guardate cli amici sinceri che fanno: I GIORNALI SENZA CARTA RIGOROSAMENTE AUTONOMI RIGOROSAMENTE LIBERI:La fine del Partito Socialista non  può essere decretata dal duopolio politico

L’Italia  rischia di veder sparire lo storico Partito Socialista per mano strategica del duopolio politico Veltroni-Berlusconi e con il concorso di un’informazione sulla quale detengono le leve del potere e di indirizzo. Bene ha fatto Enrico Borselli a piantare in asso la trasmissione di Porta a Porta e non accettare  che spezzoni di presenza possano tenere imbiancata la facciata  di una tenzone elettorale volta a racchiudere nel pensiero di due leader le possibili  e consentite differenziazioni  del  libero discernere dei cittadini italiani,  di coloro che non vogliono piegarsi a questa logica e che sanno bene che il Pd e il Pdl sono il  calderone di esperienze politiche già provate, che Berlusconi e Veltroni non possono rappresentare la nouvelle vague della politica italiana ma unicamente il dejà vu. Il Partito Socialista e l’elettorato italiano  devono avere uno scarto di orgoglio e svincolarsi da una tenaglia di cui potrebbero pentirsi.  Esistono altre soluzioni, anche se la legge elettorale le penalizza al massimo, tanto che qualcuno definisce questa legge peggio di quella truffa che uscì sconfitta nell’immediato dopoguerra. La par condicio, come denuncia anche Di Pietro, è vulnerata  da una disparità di trattamenti tesi a far scomparire  la realtà e il diritto che il 13 e il 14 aprile si può votare anche  diversamente dal duopolio partitico che i mass media stanno pompando nelle teste degli italiani, evidentemente ritenuti incapaci di provvedere a se stessi nel capire  se è utile o no un voto alternativo ai due schieramenti maggiori.  Tuttavia c’è da confidare che esiste e non si spezza uno zoccolo duro di cittadini italiani che non si ritengono conservatori (come potrebbero  esserlo di questa fauce spalancata che sta inghiottendo il ceto medio dopo aver fatto incetta dei non abbienti)  e non hanno timore di essere tacciati tali. Essi non rinunceranno al loro libero arbitrio e non hanno certo paura di esprime un voto che si vuole far passare inutile. Al di là della lettura degli esiti finali che determinerà la legge elettorale con il premio di maggioranza in quota regionale al Senato, c’è quella lettura cruda dei numeri che non determinerà i rapporti di forza in Parlamento e nel Senato ma che sarà rappresentativa dell’espressione che certamente emergerà dal  voto popolare. Sappiamo inoltre che le schede nulle, bianche e l’assenteismo avranno i numeri  per delineare una forza politica che non c’è,  che non sarà rappresentata nelle istituzioni, ma che esiste ed è parte integrante di una volontà popolare che sceglie di esprimersi  anche in questa maniera.  Certo il Partito Socialista patirà questa situazione che sembra non interessare nessuno ma che esiste e marca la distanza che c’è tra una parte consistente dell’elettorato italiano e la politica. Il PSE deve essere capace di erodere a  proprio vantaggio il consenso da questo versante di elettorato disaffezionato dal modo di governare. È chiaramente uno scenario a rischio altissimo per il Partito Socialista, ma se si determinasse la sua salvezza automaticamente sancirebbe la sconfitta di Veltroni e di quelle menti fini e burocratiche che studiano le campagne elettorali per impadronirsi del potere di governare, se non subito in prospettiva, facendo tabula rasa di quanto è scomodo per un siffatto disegno di lungo termine. Il Partito Socialista deve reagire, sapendo che nel popolo italiano, seppur deluso dal PSI che aveva tradito la sua anima più vera e profonda, è ancora possibile rintracciare il sentiero su cui si è avviata diaspora della gente socialista. È  possibile richiamarla all’unità  e rispondere alla sfida di Veltroni - Berlusconi, di leader che non avranno mai quel 5 o 6%  di cittadini che si sentono socialisti veri e che disconoscono ad altri che non lo sono mai stati di rappresentarli né di incamerare le idee socialiste che per molti sono state ragioni di vita, nonostante il deragliamento causato dalla segreteria di Bettino Craxi e  da tangentopoli. Idee e valori  radicati nella storia del mondo operaio e nelle esistenze di intere famiglie. Questo sentirsi socialisti non può essere assoggettato da questo duopolio partitico finalizzato a facilitarsi il confronto con una sintesi di interlocutori che si appalesa fin troppo estrema, addirittura intenzionata  a sotterrare un partito che è forza riformista in tutti gli  altri Stati dell’Unione Europea.
La Libera Cronaca del giornale che non c’è. Giuseppe Vezzoni
Addì 9.3.2008</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Accerchiati, si e&#8217; vero. Non ci sono soldi ed i giornali e le televisioni sono tutte per VELTRUSCONI. Ma guardate cli amici sinceri che fanno: I GIORNALI SENZA CARTA RIGOROSAMENTE AUTONOMI RIGOROSAMENTE LIBERI:La fine del Partito Socialista non  può essere decretata dal duopolio politico</p>
<p>L’Italia  rischia di veder sparire lo storico Partito Socialista per mano strategica del duopolio politico Veltroni-Berlusconi e con il concorso di un’informazione sulla quale detengono le leve del potere e di indirizzo. Bene ha fatto Enrico Borselli a piantare in asso la trasmissione di Porta a Porta e non accettare  che spezzoni di presenza possano tenere imbiancata la facciata  di una tenzone elettorale volta a racchiudere nel pensiero di due leader le possibili  e consentite differenziazioni  del  libero discernere dei cittadini italiani,  di coloro che non vogliono piegarsi a questa logica e che sanno bene che il Pd e il Pdl sono il  calderone di esperienze politiche già provate, che Berlusconi e Veltroni non possono rappresentare la nouvelle vague della politica italiana ma unicamente il dejà vu. Il Partito Socialista e l’elettorato italiano  devono avere uno scarto di orgoglio e svincolarsi da una tenaglia di cui potrebbero pentirsi.  Esistono altre soluzioni, anche se la legge elettorale le penalizza al massimo, tanto che qualcuno definisce questa legge peggio di quella truffa che uscì sconfitta nell’immediato dopoguerra. La par condicio, come denuncia anche Di Pietro, è vulnerata  da una disparità di trattamenti tesi a far scomparire  la realtà e il diritto che il 13 e il 14 aprile si può votare anche  diversamente dal duopolio partitico che i mass media stanno pompando nelle teste degli italiani, evidentemente ritenuti incapaci di provvedere a se stessi nel capire  se è utile o no un voto alternativo ai due schieramenti maggiori.  Tuttavia c’è da confidare che esiste e non si spezza uno zoccolo duro di cittadini italiani che non si ritengono conservatori (come potrebbero  esserlo di questa fauce spalancata che sta inghiottendo il ceto medio dopo aver fatto incetta dei non abbienti)  e non hanno timore di essere tacciati tali. Essi non rinunceranno al loro libero arbitrio e non hanno certo paura di esprime un voto che si vuole far passare inutile. Al di là della lettura degli esiti finali che determinerà la legge elettorale con il premio di maggioranza in quota regionale al Senato, c’è quella lettura cruda dei numeri che non determinerà i rapporti di forza in Parlamento e nel Senato ma che sarà rappresentativa dell’espressione che certamente emergerà dal  voto popolare. Sappiamo inoltre che le schede nulle, bianche e l’assenteismo avranno i numeri  per delineare una forza politica che non c’è,  che non sarà rappresentata nelle istituzioni, ma che esiste ed è parte integrante di una volontà popolare che sceglie di esprimersi  anche in questa maniera.  Certo il Partito Socialista patirà questa situazione che sembra non interessare nessuno ma che esiste e marca la distanza che c’è tra una parte consistente dell’elettorato italiano e la politica. Il PSE deve essere capace di erodere a  proprio vantaggio il consenso da questo versante di elettorato disaffezionato dal modo di governare. È chiaramente uno scenario a rischio altissimo per il Partito Socialista, ma se si determinasse la sua salvezza automaticamente sancirebbe la sconfitta di Veltroni e di quelle menti fini e burocratiche che studiano le campagne elettorali per impadronirsi del potere di governare, se non subito in prospettiva, facendo tabula rasa di quanto è scomodo per un siffatto disegno di lungo termine. Il Partito Socialista deve reagire, sapendo che nel popolo italiano, seppur deluso dal PSI che aveva tradito la sua anima più vera e profonda, è ancora possibile rintracciare il sentiero su cui si è avviata diaspora della gente socialista. È  possibile richiamarla all’unità  e rispondere alla sfida di Veltroni &#8211; Berlusconi, di leader che non avranno mai quel 5 o 6%  di cittadini che si sentono socialisti veri e che disconoscono ad altri che non lo sono mai stati di rappresentarli né di incamerare le idee socialiste che per molti sono state ragioni di vita, nonostante il deragliamento causato dalla segreteria di Bettino Craxi e  da tangentopoli. Idee e valori  radicati nella storia del mondo operaio e nelle esistenze di intere famiglie. Questo sentirsi socialisti non può essere assoggettato da questo duopolio partitico finalizzato a facilitarsi il confronto con una sintesi di interlocutori che si appalesa fin troppo estrema, addirittura intenzionata  a sotterrare un partito che è forza riformista in tutti gli  altri Stati dell’Unione Europea.<br />
La Libera Cronaca del giornale che non c’è. Giuseppe Vezzoni<br />
Addì 9.3.2008</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su CONTATTI di fabiobarbetti</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-59</link>
		<dc:creator>fabiobarbetti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 09:36:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-59</guid>
		<description>Mi permetto di segnalare l&#039;intervento di Mamerto Morescalchi, coerente socialista da sempre, iscritto alla Sezione di Viareggio del Ps, giornalista free lance:I Socialisti di Boselli costretti a rinunciare ad un’alleanza elettorale con il Partito Democratico

UN’ANNOSA INSOFFERENZA, UN GROTTESCO COMPLESSO DI SUPERIORITA’

Una storia che si ripete puntualmente ed è giusto provare a capirne le ragioni


Così Valter Veltroni ha messo alla porta i Socialisti,  un ex compagno comunista o ciò che resta di lui ha snobbato e rifiutato un’alleanza che a prima vista poteva sembrare fisiologica.
Ma vi è di più, pochi giorni addietro Tonino Di Pietro aveva invece potuto stringere alleanza con il PD, aveva potuto conservare nome e simbolo dell’Italia dei Valori, era entrato in società “alla pari”, senza dover chinare il capo sotto le forche, senza inginocchiarsi davanti ad “un pulpito maggiore.”
Da più parti si è gridato all’incoerenza ma infondo quest’entrata non appare così illogica ed estemporanea poiché non fa altro che confermare che in una buona parte di questo nuovo partito
 batta un cuore democristiano e forse più di centrodestra di quanto si possa credere e perdipiù Tonino è un acceso avversario del Cavaliere e ce la metterà tutta per creargli grattacapi di ogni genere. Non è ancora finita e qui casca l’asino: nel PD sono entrati anche i Radicali pur privi di simbolo, pur orfani di Pannella; qui la cosa non sembra correre sul filo della logica e non è pensabile che questo matrimonio sia stato voluto dai Teodem del partito mentre è credibile che ad accoglierli sia stato il compagno Valter che però, guarda caso, ha reso di fatto impossibile l’accordo con i Socialisti che mai avrebbero voluto o potuto rinunciare al loro simbolo che poi costituisce la loro secolare essenza. V’è chi osa supporre che Valter abbia apposta chiesto loro di rinunciare al nome, con la speranza che era quasi certezza che non avrebbero mai voluto farlo.
Ma l’asino casca ancor di più perché per molti la scelta dei Radicali potrebbe essere parecchio infelice, perché l’assolutismo di questi ultimi è ormai arcinoto, perché mal sopportano di rimanere a lungo e con disciplina fra i paletti di patti e di accordi precedentemente presi, con chiunque, perché  sono fin troppo famose le loro improvvise ed inopportune fughe in avanti.
I Socialisti avrebbero di sicuro rappresentato partner assai più affidabili, correttamente avvezzi al rispetto degli accordi che si prendono in qualsiasi coalizione, elementi autenticamente di sinistra, dotati di maturità e di lealtà e questo, con tutta probabilità, era forse arcinoto nel PD ma non sarebbe mai bastato a farli entrare a testa alta nella loro“ società”.
E’ doveroso cercare di capire chi non li abbia voluti.Molti non pensano che sia stata l’ala democristiana a non volerli accogliere perché, fra i due mali, Franceschini e C. avrebbero scelto quello minore e non di certo gli scomposti e velleitari radicali.Ed allora, per esclusione, resta da esaminare la posizione degli ex DS, che poi sono gli ex PDS, che poi sono gli ex PC, che poi sono gli ex PSI anche se quest’ultima è solo una battuta.
Sembra proprio che siano stati loro, questi ex compagni, sempre stati affetti da sentimenti di incomprensione e di insofferenza verso i cuginetti socialisti, sempre stati vittime di strani  complessi di superiorità nei loro confronti, sempre impegnati a cercare di cancellarli dalla faccia della terra, con o senza l’aiuto dei giudici, ma poi perché?!
Forse perché dal 1921 se ne sentono ancora una piccola costola di questo glorioso Partito o forse perché i Socialisti non hanno mai poppato al seno di Madre Russia e forse perché non hanno mai perorato né odio, né lotta di classe e non hanno mai voluto bruciare né preti e né chiese ma se ne sono coerentemente e talvolta sdegnosamente tenuti lontani, molto più di loro, o forse perché l’idea socialista, che tanto male gli ex PC hanno saputo imitare, alberga da sempre in Europa dominandone le scene politiche o forse perché i Socialisti sono sempre stati tali, rimasti tali, senza bisogno di cambiare nome, maschera, cercando sempre gli stessi valori al di là di nuove ed insorgenti convenienze, come una nave che abbia la sua rotta, il suo porto lontano da raggiungere, la sua vela spiegata e non come i surfisti che cerchino sempre nuove spiagge per farsi trasportare da nuove onde.
Freud aveva più volte affermato che qualsiasi complesso di superiorità era sempre originato da un precedente complesso di inferiorità che la psiche dell’individuo doveva cercare di ribaltare, dentro di sé.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di segnalare l&#8217;intervento di Mamerto Morescalchi, coerente socialista da sempre, iscritto alla Sezione di Viareggio del Ps, giornalista free lance:I Socialisti di Boselli costretti a rinunciare ad un’alleanza elettorale con il Partito Democratico</p>
<p>UN’ANNOSA INSOFFERENZA, UN GROTTESCO COMPLESSO DI SUPERIORITA’</p>
<p>Una storia che si ripete puntualmente ed è giusto provare a capirne le ragioni</p>
<p>Così Valter Veltroni ha messo alla porta i Socialisti,  un ex compagno comunista o ciò che resta di lui ha snobbato e rifiutato un’alleanza che a prima vista poteva sembrare fisiologica.<br />
Ma vi è di più, pochi giorni addietro Tonino Di Pietro aveva invece potuto stringere alleanza con il PD, aveva potuto conservare nome e simbolo dell’Italia dei Valori, era entrato in società “alla pari”, senza dover chinare il capo sotto le forche, senza inginocchiarsi davanti ad “un pulpito maggiore.”<br />
Da più parti si è gridato all’incoerenza ma infondo quest’entrata non appare così illogica ed estemporanea poiché non fa altro che confermare che in una buona parte di questo nuovo partito<br />
 batta un cuore democristiano e forse più di centrodestra di quanto si possa credere e perdipiù Tonino è un acceso avversario del Cavaliere e ce la metterà tutta per creargli grattacapi di ogni genere. Non è ancora finita e qui casca l’asino: nel PD sono entrati anche i Radicali pur privi di simbolo, pur orfani di Pannella; qui la cosa non sembra correre sul filo della logica e non è pensabile che questo matrimonio sia stato voluto dai Teodem del partito mentre è credibile che ad accoglierli sia stato il compagno Valter che però, guarda caso, ha reso di fatto impossibile l’accordo con i Socialisti che mai avrebbero voluto o potuto rinunciare al loro simbolo che poi costituisce la loro secolare essenza. V’è chi osa supporre che Valter abbia apposta chiesto loro di rinunciare al nome, con la speranza che era quasi certezza che non avrebbero mai voluto farlo.<br />
Ma l’asino casca ancor di più perché per molti la scelta dei Radicali potrebbe essere parecchio infelice, perché l’assolutismo di questi ultimi è ormai arcinoto, perché mal sopportano di rimanere a lungo e con disciplina fra i paletti di patti e di accordi precedentemente presi, con chiunque, perché  sono fin troppo famose le loro improvvise ed inopportune fughe in avanti.<br />
I Socialisti avrebbero di sicuro rappresentato partner assai più affidabili, correttamente avvezzi al rispetto degli accordi che si prendono in qualsiasi coalizione, elementi autenticamente di sinistra, dotati di maturità e di lealtà e questo, con tutta probabilità, era forse arcinoto nel PD ma non sarebbe mai bastato a farli entrare a testa alta nella loro“ società”.<br />
E’ doveroso cercare di capire chi non li abbia voluti.Molti non pensano che sia stata l’ala democristiana a non volerli accogliere perché, fra i due mali, Franceschini e C. avrebbero scelto quello minore e non di certo gli scomposti e velleitari radicali.Ed allora, per esclusione, resta da esaminare la posizione degli ex DS, che poi sono gli ex PDS, che poi sono gli ex PC, che poi sono gli ex PSI anche se quest’ultima è solo una battuta.<br />
Sembra proprio che siano stati loro, questi ex compagni, sempre stati affetti da sentimenti di incomprensione e di insofferenza verso i cuginetti socialisti, sempre stati vittime di strani  complessi di superiorità nei loro confronti, sempre impegnati a cercare di cancellarli dalla faccia della terra, con o senza l’aiuto dei giudici, ma poi perché?!<br />
Forse perché dal 1921 se ne sentono ancora una piccola costola di questo glorioso Partito o forse perché i Socialisti non hanno mai poppato al seno di Madre Russia e forse perché non hanno mai perorato né odio, né lotta di classe e non hanno mai voluto bruciare né preti e né chiese ma se ne sono coerentemente e talvolta sdegnosamente tenuti lontani, molto più di loro, o forse perché l’idea socialista, che tanto male gli ex PC hanno saputo imitare, alberga da sempre in Europa dominandone le scene politiche o forse perché i Socialisti sono sempre stati tali, rimasti tali, senza bisogno di cambiare nome, maschera, cercando sempre gli stessi valori al di là di nuove ed insorgenti convenienze, come una nave che abbia la sua rotta, il suo porto lontano da raggiungere, la sua vela spiegata e non come i surfisti che cerchino sempre nuove spiagge per farsi trasportare da nuove onde.<br />
Freud aveva più volte affermato che qualsiasi complesso di superiorità era sempre originato da un precedente complesso di inferiorità che la psiche dell’individuo doveva cercare di ribaltare, dentro di sé.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su CONTATTI di Gianarrigo</title>
		<link>http://psviareggio.wordpress.com/contatti/#comment-58</link>
		<dc:creator>Gianarrigo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 16:10:24 +0000</pubDate>
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		<description>ciao Letizia. No paseran</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Letizia. No paseran</p>
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